Juma Mosque of Shamakhi

Overview

Margraf si espande nei mercati dell’Asia Centrale grazie a un’importante fornitura di pregiati marmi per il restauro della Moschea di Juma a Shamakhi in Azerbaijan. L’ambizioso progetto, voluto dal Presidente Ilham Aliyev e realizzato dall’Architetto Elvin Najafov, in stretta collaborazione con l’ufficio tecnico dell’Azienda, è partito nel 2010 per concludersi alla fine del 2013. 
Uno splendido esempio di architettura islamica dove i pavimenti realizzati con i marmi Margraf, richiamano, nei loro decori, i simboli geometrici della tradizione musulmana; in particolare il decoro che si sviluppa sotto alla cupola centrale, un fiore stilizzato con dodici petali, realizzato in Azul Bahia, viene ripreso, come una greca, nei bordi perimetrali dei saloni attigui. 
In uno dei luoghi più sacri del paese, il rosone sotto alla cupola riveste per la sua centralità un ruolo da protagonista: il decoro geometrico che si sviluppa su un pavimento in Bianco Laser è infatti racchiuso da una corona floreale, composta da materiali pregiatissimi quali l’Azul Macaubas, il Rosso Francia, il Giallo Siena, il Giallo d’Oriente, il Rosa Portogallo, il Monaco Light, l’Onice Verde e il Bianco Sivec
La Moschea di Juma, detta anche “Moschea del Venerdì”, per commemorare il giorno dedicato ad Allah, risale al 743-744 d.C. ed è ubicata a 106 Km dalla capitale Baku, in una città chiave della famosa “via della seta”. Ha subito varie ricostruzioni negli anni a causa delle numerose battaglie avvenute per la difesa di questo distretto strategico e numerosi terremoti. 
L’ultima distruzione risale al 1918 ad opera di un devastante incendio, provocato dalle unità armate del partito armeno “Dashnaktsutiun” che rasero al suolo l’intera città. Unica nel suo genere, si distingue, per forma e volume, dal resto degli edifici monumentali dell’Azerbaijan. La cupola centrale e le varie sezioni interne del salone principale richiamano alla Moschea di Derbent, la principale del Paese. La planimetria è rettangolare, suddivisa internamente da tre sezioni quadrate, comunicanti tra loro attraverso delle grandi aperture. 
Gli interventi più significativi della struttura architettonica sono stati apportati agli inizi del ‘900 dal progetto dell’Arch. Josef Plosko che, cercando di creare tre spazi interni monumentali della stessa dimensione, aggiunse elementi tipici della cultura orientale partendo dalle tradizioni dell’architettura islamica. Da oltre un secolo, Margraf affianca importanti architetti nelle realizzazioni di pregio, in Italia e all’estero, ed è diventata un simbolo dell’eccellenza “made in Italy” nel mondo. Marmi preziosi che entrano nella storia dell’architettura internazionale lasciando un segno destinato a durare a lungo nel tempo.



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